Commento al Vangelo di don Battista Borsato

ASSUNZIONE di MARIA  

Nel segno della donna

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”.

Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre”.

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

(Lc 1,39-56)

Perché la Chiesa ha proclamato dogma di fede l’assunzione di Maria al cielo?

A mio parere, spesso nella Chiesa avvengono dichiarazioni e intuizioni che superano la sua prassi o addirittura contrastano con le sue tradizioni. Sembra che lo Spirito Santo giochi per condurre la Chiesa su strade nuove, facendo credere che esse siano quelle vecchie, quelle di sempre.

È ciò che è avvenuto, secondo la mia lettura, anche con la proclamazione della verità di Maria Assunta in cielo. Non penso che Pio XII nel 1950 definendo in maniera solenne Maria Assunta in cielo anima e corpo, immaginasse di scovare alcuni messaggi presenti nel Vangelo, ma non ancora assunti nella vita della Chiesa.

  • Il primo messaggio riguarda il valore della donna, anzi, vorrei dire, il primato della donna. Maria infatti è la prima persona che entra, nel nostro linguaggio teologico, nella sfera divina, che prende posto accanto al Figlio nel seno della Trinità. E Maria, lo si deve sottolineare, è una donna! Questo non può stupire chi frequenta il Vangelo, nel quale le donne occupano un posto non solo di parità con l’uomo, ma addirittura di maggior rilievo. L’inizio della nuova alleanza avviene nel dialogo impensabile di Dio con una donna. Nessun rabbino si rivolgeva mai ad una donna: non veniva considerata degna di colloquio; era solo un perdere tempo. Due volte al giorno il rabbino ringraziava Dio di non essere nato né pagano, né schiavo, né donna. Da qui traspare tutta la subalternità o meglio l’emarginazione della donna. Dio, invece, riprende il filo dell’alleanza con gli uomini attraverso il consenso e la collaborazione di una donna. Gesù stesso, oltre ai numerosi e “provocanti” incontri con le donne, narrati nel Vangelo, consegna il messaggio inedito e centrale di tutto il cristianesimo (la sua resurrezione) a una donna, appunto: la Maddalena. Il dogma di Maria Assunta in cielo non fa quindi che avvalorare e illuminare questo primato della donna. Pertanto non ci si può non domandare il perché, nella vita della Chiesa, le donne siano state così vigorosamente emarginate nell’assumere ministeri ecclesiali. Non ci si può non domandare il perché la Chiesa, nella maggior parte dei suoi membri, sia stata così negativa, se non addirittura aggressiva, nei confronti dell’emancipazione delle donne, quando Gesù è stato il coraggioso assertore della loro parità e della loro specifica dignità. In ambito civile le donne hanno recuperato, pressoché totalmente, la loro parità con l’uomo. Come mai invece nella Chiesa alcuni ruoli le sono ancora negati? Era questa la volontà di Gesù o siamo stati noi troppo condizionati dalle culture maschiliste? Non sarà forse più opportuno riflettere con libertà interiore, lasciandoci condurre dal soffio dello Spirito?
  • Il secondo messaggio derivante da questa verità è il grande valore del corpo umano. Maria è stata assunta in cielo anima e corpo. Questa è la concezione sottostante al dogma. Quindi, il corpo è un valore, è una realtà positiva. Ma questa positività non appartiene, nel complesso, alla storia della Chiesa. Il corpo, per condizionamenti filosofici risalenti ancora al pensiero greco, è stato considerato un peso, un ostacolo nella via dell’amore e della spiritualità. Anzi, spiritualità sembrava contrapporsi a materialità, a corporeità. La forte accentuazione posta nella verginità, ha avuto il sapore di un giudizio negativo nei riguardi della corporeità. Oggi, ridando valore alla Bibbia, si sta scoprendo l’incanto del corpo. È Dio che l’ha creato con le sue mani. E la mano indica l’amore, la cura, la creatività con cui Dio l’ha pensato e voluto. Nel Cantico dei Cantici il corpo è visto come il veicolo dei sentimenti, come l’espressione dell’amore, come il linguaggio del proprio mondo interiore e affettivo. Il corpo non solo esprime l’amore, ma lo alimenta e lo fa crescere. Lo spirito anima il corpo, ma anche il corpo favorisce la crescita dello spirito, in un intreccio meraviglioso e stupendo. L’amore sponsale si nutre e cresce attraverso il corpo. Ha suscitato un sano scalpore l’espressione di Papa Francesco nell’Amoris Laetitia: “Dio ha creato la sessualità che è un regalo meraviglioso per le sue creature” (n. 150). Certamente il corpo non può essere ridotto a oggetto di consumo, ma è soggetto che consente alle persone di dialogare e di esprimersi. Ecco perché si dice che l’amore coniugale è un incontro di due persone più che di due corpi; ma di due persone che sono anche corpo. Coltivare la salute e la bellezza è un modo per vivere da persone e di alimentare l’amore coniugale.

Due piccoli impegni:

            – Capire che lo Spirito Santo sa giocare e manifestare le sue sorprese anche entro gli           enunciati tradizionali.

            – Rendersi conto che le donne dovranno avere un ruolo paritario nella vita della Chiesa.       Hanno un carisma da esprimere.