Rubrica di Approfondimento : OTTOBRE, MESE MISSIONARIO

Rubrica di Approfondimento : OTTOBRE, MESE MISSIONARIO

Nel 1926 papa Pio XI indisse una giornata a favore dell’attività missionaria della Chiesa. Fu così che venne istituita la Giornata missionaria mondiale che, da 99 anni, si celebra ogni penultima domenica di ottobre. Negli anni ’60, dopo il Concilio Vaticano II (1962-65) si è rafforzata nella Chiesa una più forte coscienza missionaria e così fu tutto il mese di ottobre ad essere dedicato alle missioni.

E’ stato collocato il mese missionario proprio ad ottobre, cioè all’inizio dell’anno pastorale, per sottolineare che la missione è la base e deve ispirare ogni attività della Chiesa.

Questo mese è diventato quindi un “tempo forte” per i cristiani per conoscere, studiare, meditare e vivere il proprio ruolo missionario. Ogni cristiano, infatti, in quanto battezzato è chiamato ad essere missionario, cioè a testimoniare ed annunciare nella vita quotidiana Cristo.

Ci sono però anche i missionari inviati ufficialmente dalla Chiesa a portare il Vangelo in luoghi in cui non è ancora conosciuto. Annunciare il Vangelo però non significa solo far conoscere Gesù, ma prima ancora portare aiuto, sviluppo, dignità, istruzione, cure a chi ne è privo. Per questo motivo il momento centrale del mese di ottobre è la Giornata missionaria mondiale in cui tutti siamo invitati a contribuire economicamente per aiutare i missionari nella loro opera.

I santi protettori delle missioni sono: san Francesco Saverio e Teresa di Lisieux.

Francesco Saverio, un gesuita spagnolo vissuto nel XVI secolo (1506-1552), fu uno dei primi missionari ad andare a svolgere la sua attività evangelizzatrice in Asia (Filippine, Giappone e Cina).

Teresa di Lisieux, detta anche Teresa del Bambin Gesù, fu una suora carmelitana francese vissuta tra il 1873 e il 1897. Proveniente da una famiglia molto religiosa (anche i suoi genitori sono stati proclamati santi), insieme ad altre 4 sorelle entrò nel monastero di clausura del Carmelo (=carmelitane) dedicandosi interamente all’obbedienza e alla preghiera.           Si sentiva piccola e insignificante, ma comprese che proprio per questo Dio si sarebbe preso cura di lei e l’avrebbe innalzata verso la santità. Si abbandonò completamente alla misericordia divina che la sostenne anche quando, prossima alla morte per tubercolosi, dovette affrontare una lotta interiore per i dubbi che la assalirono.

Teresa avrebbe voluto essere missionaria, ma dentro le mura del monastero, capì che la sua vocazione era l’amore e che la sua “missione” era quella di pregare e offrire la sua vita per le anime, per i missionari, per i sacerdoti.

Fu anche una scrittrice e la sua opera più nota è “Storia di un’anima”.

PS: Nell’oratorio della chiesa di Schiavon si trova una grande statua lignea (della prima metà del ‘900) di santa Teresa, raffigurata con un crocifisso in mano e delle rose (simbolo degli atti d’amore che desiderava compiere finchè era in vita e dei beni che continuò a inviare sulla terra intercedendo dal cielo per le anime e per le guarigioni delle malattie fisiche e morali).

Domenica 19 ottobre si celebra la 99^ Giornata missionaria che, in concomitanza con l’Anno santo,  ha per titolo: Missionari di speranza tra le genti. Nel messaggio che, ancora papa Francesco, aveva preparato per questa Giornata, scriveva: “Possa la luce della speranza cristiana raggiungere ogni persona, come messaggio dell’amore di Dio rivolto a tutti. E possa la Chiesa essere testimone fedele di questo annuncio in ogni parte del mondo”. Il papa inoltre auspicava che i cristiani fossero “gente di primavera”, in quanto credenti in Gesù risorto, dotati di uno “sguardo pieno di speranza da condividere con tutti”.